Collezione di newsletter giapponesi per gli amici italofoni

Newsletter giapponese n.1 – Tokyo; spedita da Tokyo il 22 settembre

Les distributeurs de boissons sont un peu partout

Cari tutti (quelli che avevano chiesto news e quelli che non mi ricordo se l’avevano fatto!!)
Ci sonoooo! Sono sopravvissuta a Tokyo…(si, senza natel o notebook…questo per i colleghi che non mi pensano abbastanza tecnologica). Che città!!!
Non starò qui a dilungarmi sulle ore che mi ci vogliono per mangiare un’insalata di mais con le bacchette, sulle ragazzine vestite da cameriere con dei peluches a forma di coniglio appesi ai vestiti o sulla differenza tra tempio e santuario, per il momento vi dico che non mi sono mai persa e che mi sto (più o meno) adattando ai costumi locali (tipo entrare nella vasca da bagno DOPO essermi lavata o mettere i soldi in un piatto al supermercato e non in mano alla cassiera). Alcune cose sono difficili, ho girato per ore per trovare l’ufficio che vendeva i biglietti del bus per la zona del Fuji per il giorno dopo (eh si, perché è un ufficio diverso da quello che li vende per il giorno stesso!), e in quei momenti mi chiedo perché non sono partita con uno di quei viaggi organizzati dove ti danno 30 minuti per visitare il mercato e una bustona con tutti i tragitti pronti. Ma la fatica ne vale la pena, credo, per poter vivere più « dall’interno » il Paese.
Ho finalmente incontrato Emi, la ragazza con cui faccio uno scambio linguistico inglese-francese da quasi due anni, « dal vivo ». Mi sto facendo un punto d’onore di provare tutte le bibite bizzarre dei distributori che ci sono ogni pochi metri ovunque (il succo di banana sa letteralmente di giallo, il latte di cocco al cioccolato invece non è  male) e quando per un momento mi scordo dove sono, ci pensa il bagno di Tokyo Station a ricordarmelo : parla…e quando non parla, emette appositi rumori di scroscii d’acqua per aiutarti. GIURO!!

Lunedi parto per Nagoya, poi le Alpi.
Tanti saluti a tutti, fatevi sentire

Newsletter giapponese n.2 – Nagoya e Takayama; spedita da Takayama il 30 settembre

Rue de Takayama

Cari tutti,

dopo un breve excursus a Nagoya da qualche giorno sono a Takayama, una bella località nelle Alpi. La maggior parte dei viaggiatori usa questa cittadina come punto di partenza per varie escursioni nel parco nazionale delle Alpi giapponesi, ma io, visto che la mia idea di escursionismo ideale corrisponde a camminare in pianura con un gelato al the verde, ho preferito passare di qui per vivere qualcosa di diverso tra una città e l’altra. Qui alloggio in un tempio, tra monaci in pantafole e porte di carta di riso che non hanno la chiave, in cambio di una modesta donazione al complesso. Il posto è veramente bello, con tanto di giardino interno, e l’esperienza ne vale la pena (be’, non ho ancora provato la preghiera buddhista del mattino, ma vi farò sapere!!!)

Insomma, tutto procede bene, da quando ho assimilato il complicato sistema giapponese scarpe-pantofole da bagno-pantofole per il resto-calze e ho imparato a distinguere i kanji uomo/donna fuori dai bagni pubblici mi sento quasi integrata!!

Domani, Kyoto!

Newsletter giapponese n. 3 – Kyoto, Nara, Osaka, Kobe; spedita da Kobe il 10 ottobre

Moine en prière au temple Todai-ji de Nara

Cari tutti,

yuppi!Ho trovato un internet point. Sono in via d’estinzione…per fortuna in Giappone ci sono le manga kissa.
Ora sono a Kobe, una specie di cittadina ibrida (tanto per cominciare è incastonata tra le montagne e il mare) dove i giapponesi vengono a visitare le ijinkan, le « case degli stranieri » che hanno abitato qui, in stile occidentale…Pagano pure il biglietto d’ingresso!Be’, come noi nei loro templi!!

A proposito di templi, a Kyoto ne ho visti un sacco, ce ne sono alcuni veramente impressionanti. Nonostante la mia esasperazione da ricostruzioni (se non li hanno distrutti guerre e terremoti, ci hanno pensato monaci impazziti a dargli fuoco), devo dire che sono rimasta affascinata, come tanti prima di me, dalla città. Nara è una cittadina che come patrimonio nazionale ha 1200 cervi, che vagano liberi e aspettano il verde per attraversare… Osaka è tutta pazza, con insegne luminose dappertutto e riproduzioni gigantesche di pesci palla e aragoste (che muovono pure le…come si chiamano già? Insomma le zampe) fuori dai ristoranti.

Insomma, tutto bene!Come prossima meta, due isole sperdute nel mare interno.

a presto, saluti a tutti, fatevi sentire!

Newsletter giapponese n.4 – le shima del seto naikai; spedita da Hiroshima il 17 ottobre

Araignée de Manabe-Shima

Cari tutti,
sono a Hiroshima!e quasi alla fine del mio viaggio…
Ho passato l’ultima settimana nel mare interno, ho scelto due isole e passato qualche giorno su ciascuna. Dopo aver ammirato zucche giganti in riva al mare e quadri di Monet in musei sotterranei a Naoshima, sono approdata a Manabeshima, dove vivono ben 300 persone, la maggior parte pescatori (sì, lo so, parrebbe una scelta non molto intelligente per una vegetariana…ma vi assicuro che sono riusciti a rimpinzarmi anche senza pesce). Dopo aver diligentemente divorato le mie colazioni giapponesi fino all’ultimo chicco di riso e sorso di zuppa alla cipolla (ore 7.30), essermi lavata nel bagno pubblico a cielo aperto e essermi rassegnata alla fauna locale (ragni giganti e vermi ciccioni), stavo cominciando a pensare di aver comunque vissuto abbastanza follie giapponesi in queste settimane…be’, era prima che mi proponessero di vedere un Umibotaru (lett. lucciole di mare). Nell’impossibilità di spiegarvi bene la cosa, vado sul tecnico :
1 – si mettono le viscere di un pesce in una bottiglia con dei buchi
2 – si immerge la bottiglia per un’ora nel mare, la sera
3 – quando si recupera, è piena di una specie di sabbia azzurra, che brilla al buio. Solo che non è sabbia, è plancton, ed è vivo…si muove…
4 – Una volta filtrata la poltiglia per togliere l’acqua, la si schiaccia tra le mani (sì…ho fatto anche questo…come dire no quando ti preparano le cose apposta???) e…magia, diventa fosforescente, anzi incandescente. Per giocare, la usano anche per fare disegni sul molo…povero plancton…la versione più soft consiste nel ributtarne manciate nel mare : quando le macchie azzurre nell’acqua si accendono, significa che un pesce le ha addentate e schiacciate.

e con ciò, concludo la mia ultima newsletter giapponese…ormai posso dire : a presto!!!(starei in giro ancora un po’…)
ps. se qualcuno sa come si mangia un uovo sodo con le bacchette batta un colpo…perché io dopo averci riflettuto un po’ su mi sono vista costretta ad infilzarlo…sperando che non ci fosse una telecamera nascosta da qualche parte!!ahah.